Miti di Madonna di Campiglio
Miti antichi e miti moderni: le varie declinazioni di un concetto nel tempo. Nel corso dei secoli le vicende storiche di Madonna di Campiglio sono state contraddistinte da veri e propri eventi fantastici, riguardanti determinati periodi storici o avvenimenti particolari. A questi si affiancano i miti moderni dello sport, autori di imprese dalla eco internazionale.
Il passaggio di Carlo Magno
E' la leggenda legata al riferimento storico più antico della località. Stando a quanto raccontato dai documenti notarili redatti in epoca medioevale l'imperatore Carlo Magno in persona, assieme al suo esercito, valicò il passo che oggi porta il suo nome lungo un suo viaggio tra le città di Bergamo e di Brescia. La leggenda è richiamata anche da varie iscrizioni e affreschi realizzati nelle chiesette dei paesi toccati dal passaggio.
Alcuni ritrovamenti, nei decenni passati, hanno avvalorato la tesi di una presenza militare nei luoghi sopra citati; che lo stesso imperatore in persona abbia compiuto il viaggio in questione è un fatto che probabilmente rimarrà per sempre nell'ambito leggendario.
I Templari del monastero
Il primo documento scritto che cita il monastero di Campiglio è del XII secolo, e narra di tal Raimondo che in espiazione di chissà quali peccati decise di fondare in un remoto luogo chiamato "Ambino" un monastero.
In breve quest'istituzione moltiplicò le sue ricchezze; e lo fece a tal punto da far nascere leggende e dicerie popolari non sempre benevole. Le malelingue cominciarono a parlare di simonia, di compravendita di titoli ecclesiastici, di strane cose che accadevano tra i remoti muri di quel lontano monastero, che ospitava frati e suore e che neu lunghi mesi invernali rimaneva inaccessibile agli estranei.
Un tra le voci pù affascinanti - e tutt'ora poco approfondita - fa riferimento ai templari, i leggendari monaci che tante storie hanno ispirato. Quel monastero era troppo ricco, per non celare qualche strano segreto - pensarono i contemporanei.
Il monastero fu soppresso nel XVI secolo; le sue leggende restarono vive e immutate nei secoli successivi, fino ai giorni nostri.
Sissi e Cecco Beppe
La più celebre e prestigiosa ospite che la località trentina abbia mai ospitato è sicuramente Sissi; l'imperatrice d'Austria scelse Campiglio come luogo di soggiorno e vacanza in due diverse occasioni, nel 1889 e nel 1894. In questa seconda vacanza fu raggiunta all'hotel Des Alpes nientemeno che dal consorte, Francesco Giuseppe d'Asburgo.
L'imperatore Cecco Beppe trascorse con Sissi una decina di giorni a Campiglio. I due fecero quello che facevano a quel tempo tutti i turisti che raggiungevano la piccola località alpina: passeggiate, picnic in riva ai laghetti, pranzi nei rifugi, soste sotto gli alberi raccogliendo fiori. Non mancavano alle messe, celebrate nell'antica chiesetta priorale che oggi purtroppo non c'è più. Durante le escursioni naturalmente i reali d'Austria erano accompagnati da un lungo stuolo di servitori, dame di compagnia, consiglieri aulici, segretari, lettori di greco, medici di corte, e guide alpine locali che indicavano i sentieri.
I campioni dello sport
Il mito più recente al quale va la memoria dei tifosi italiani, nell'ambito dello sci, non può che essere "la bomba", l'albertone bolognese che infiammò le nevi di tutto il mondo con le sue straordinarie imprese sportive. A Campiglio Tomba scrisse pagine eccezionali della sua carriera di campione; le sue tre vittorie sul Miramonti restano ancora nella memoria dei tifosi che ebbero la fortuna di vederlo all'opera tra i pali stretti, la sua specialità preferita.
Prima e dopo di lui, tanti altri campioni dello sci iscrissero il proprio nome sull'albo d'oro del Miramonti. Stenmark (14 vittorie), Schranz, Killy, Gustav Thoeni, Franz Klammer. E, in tempi più recenti, Giorgio Rocca, Bode Miller, Ivica Kostelic. Solo per citarne alcuni.






