La grande neve

Passata la bufera della seconda guerra mondiale, Campiglio tornò ben presto ad animarsi. I tempi erano ormai maturi: nel 1947 venne fondata la Società Funivie di Campiglio, che subito realizzò il suo primo impianto, la seggiovia di Spinale.
Memorabili le nevicate di quegli anni. Inverno 1950/51. Il paese è ancora quel piccolo gioiello in stile montano nato sotto l’Austria. I saloni dei grandi alberghi richiamano ancora alle atmosfere ottocentesche: l’Hofer del Des Alpes, con i suoi affreschi allegorici, l’orientaleggiante salone degli specchi del Savoia-Neumann, le ampie sale da ballo dell’Excelsior, quelle più moderne dell’hotel Rainalter.
In quel lontano inverno Campiglio è letteralmente sommersa dalla neve: in tre mesi ne cadono trenta metri. Un disagio enorme (il paese rimase isolato per varie giornate), ma uno spettacolo indimenticabile.
A quel tempi il “Bisti” (al secolo Giovanni Battista Luconi) era arrivato da Venezia da un paio d’anni. Grazie alla sua Leica oggi Campiglio possiede una collezione straordinaria di immagini d’epoca, parte imprescindibile del suo patrimonio storico.
Nel 1957, per la sua ottava edizione, arrivò la 3-TRE, che non lascerà più la località andando a celebrare nel 1998, tra alterne fortune, la sua cinquantesima edizione. La 3-TRE è la più antica gara italiana della Coppa del Mondo di sci.






